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La Corrida e l’Encierro

Spagna.it - Corrida - foto Kalink Nikolov Koev flickr.comLa Corrida e l’Encierro sono due spettacoli tradizionali della cultura spagnola, avvolte sia da fascino ancestrale che da indignazione morale, sono l’emblema della cultura iberica nel mondo.

La corrida, più precisamente corrida de toros è tradizionalmente legata alla terra di Spagna ma è spesso e volentieri praticata anche in alcune zone della Francia e del Portogallo. Non è assolutamente classificato come sport, ma alcuni lo definiscono tale proprio perché il torero si sottopone a continui ed estenuanti allenamenti. Lasceremo per ultime le questioni relative alle problematiche morali ed etica che invadono questa pratica per spiegarne brevemente le regole e lo svolgimento.
Sostanzialmente nell’arena si sfidano tre toreri contro tre tori, alternandosi tra di loro. L’arena accoglie per primi due Alguaciles, cavalieri in costume del XVII secolo che simbolicamente chiederanno al giudice della corrida le chiavi del recinto dove vengono tenuti i tori. Una volta aperta la gabbia dei tori, i tre toreri si alternano nella sfida dei rispettivi tre animali per ben tre atti, chiamati tercios. Se il torero ha dimostrato il suo valore, il presidente della corrida può offrirgli come premio un pezzo di coda oppure le due orecchie del toro morto. Anticamente era possibile anche salvare la vita al toro nel caso in cui esso si fosse difeso in maniera esemplare e avesse dato filo da torcere al torero, questo “premio” viene definito anche oggi con il nome di indulto, ovvero grazia. Se il toro sopravvive verrà utilizzato come animale riproduttore (per tramandare le sue caratteristiche di forza e salute), altrimenti verrà portato in macelleria per farne carne da consumo. Ovviamente molte volte non viene concesso l’indulto al toro che verrà ucciso con una banderilla (con la punta spezzata) come stoccata finale.
Di solito il torero combatte a piedi, ma è anche possibile una versione diversa in cui l’uomo affronta l’animale a cavallo, senza protezioni, questa versione è chiamata Rejoneo.

La corrida è una pratica molto discussa non solo in Spagna ma anche in diverse parti del mondo che la reputano una barbarie gratuita nei confronti di un animale indubbiamente indifeso. Molte sono le proteste degli animalisti nei confronti delle torture nonostante si tenga sempre a precisare che il toro successivamente alla battaglia venga curato nel migliore dei modi dai veterinari addetti. La corrida nonostante questo rimane il simbolo della Spagna e nonostante sia palese la sua atrocità nei confronti dell’animale sarà una pratica molto difficile da abbandonare.

L’encierro invece (in spagnolo recinto) è una tradizionale corsa a capo di un gruppo di tori. Di solito il tracciato è definito precedentemente e per convenzione attraversa le stradine della città dove molti abitanti si radunano come prova di coraggio. Alla fine del percorso si arriva alla Plaza de Toros, dove gli animali vengono lasciati liberi di inseguire liberamente le persone che si sono radunate nella piazza. Successivamente, nel pomeriggio , si svolgerà la corrida con gli stessi animali che hanno partecipato all’Encierro. Ma perché questa tradizione viene definito Encierro? Quando si prepara il percorso, nelle zone in cui la strada non è delimitata da costruzioni viene edificato un recinto; nelle manifestazioni più grandi e importanti i recinti costruiti sono due: il corridoio esterno viene utilizzato come via di fuga per i partecipanti che decidono di abbandonare la sfida. Non tutti sanno però che per partecipare all’Encierro bisogna avere un’età maggiore di 16 anni, proprio per la pericolosità della manifestazione: molte volte infatti sono accaduti eventi spiacevoli con protagonisti minorenni intrufolatisi in un Encierro.
L’Encierro più famoso di spagna è quello di Pamplona (Navarra) nella settimana dal 7 al 14 luglio in occasione della festività delle Sanfermines (Festa del Patrono Locale).
Il più spettacolare rimane quello di Cadiz a causa delle pochissime vie di fuga per i corridori: da cornice la splendida cittadina con le sue stradine strette e di antichissima costruzione.