Alcázar de Segovia

Alcázar de Segovia

Tratteremo della storia antica della Spagna seguendo gli eventi più significativi dello stato dal periodo preistorico fino alla riconquista islamica: gli avvenimenti successivi saranno descritti nelle altre pagine del nostro sito.

Partendo dagli albori i primi popoli ad abitare la penisola iberica furono gli Iberi, ovviamente di origine Nord Africana,che si insediarono sul territorio prima del X secolo a.C. in data imprecisata. È invece noto l’arrivo dei popoli celtici che la invasero in ondate migratorie sparse tra il IX e il V secolo a.C. Essi si stabilirono nelle odierne Galizia, Cantabria, Paesi Baschi e a nord della Galizia. Le due popolazioni presenti nella penisola si fusero facendo nascere tante piccole popolazioni autoctone tra cui ricordiamo i celtiberi. La popolazione fenicia invece, famosissima per gli scontri con i Romani, arrivò nella terra di Spagna successivamente ad Iberi e Celti, precisamente nel VIII secolo a.C., si stabilì nel territorio dell’odierna Andalusia. La vita culturale e politica e le innumerevoli innovazioni anche dal punto di vista commerciale e meccanico che in quei secoli si stavano sviluppando, diede la possibilità ad altri popoli di arrivare nella fertile Spagna. È questo il caso dei Greci che la colonizzarono nel VII secolo a.C. occupando la Catalogna. Proprio grazie ai greci abbiamo le prime testimonianze storiche scritte della penisola.

Altro popolo importante, invasore del territorio ispanico, fu quello dei Cartaginesi, antica civiltà dell’Africa Settentrionale (situata sulle rive del lago di Tunisi). Nel III secolo a.C infatti condussero a termine il loro progetto di espansione verso l’entroterra europeo, tanto che riuscirono a conquistare quasi completamente la penisola degli iberi. Le famosissime guerre puniche iniziarono dunque nel 264 a.C. contro il potente esercito romano per avere il controllo marittimo sul Mediterraneo. Clamorosamente sconfitti per ben due volte dall’imbattibile impero dei Caesar (ricordiamo la famosa spedizione di Amilcare e Annibale, che nella seconda guerra punica del 219-220 a.C. riuscirono ad attraversare le Alpi con ben 37 elefanti!) Cartagine dovette ripiegare e lasciare alla Repubblica Romana tutto il territorio civilizzato della Spagna (Hispania).

Con l’arrivo dei romani, si riuscì ad avere una divisione territoriale molto più netta. Nacquero dunque nel 196 a.C la Hispania Citeriore e la Hispania Ulteriore: queste due zone ricoprivano l’attuale area della spagna mediterranea e non le regioni più interne, come quelle dell’altopiano della Meseta. Successivamente alla conquista delle zone più distanti dall’impero il territorio ispanico venne ulteriormente diviso dalla politica romana in altre tre province, quella Betica, della Lusitania e Tarraconense. Come per tutte le popolazioni “barbare ” limitrofe all’impero romano, anche per i popoli iberici si prospettarono secoli di ricchezza non solo dal punto di vista economico ma anche da quello culturale, tanto che molti dei filosofi più importanti di Roma provenivano appunto dalla Hispania romana tra cui l’illustrissimo Seneca.

La potenza dell’impero però sembrava avere dei forti limiti, l’enormità delle terre conquistate sembrava essere ingestibile da parte dei tanti generali dell’esercito. Dopo secoli di grande storia l’Impero Romano giungeva all’epilogo. Nel V secolo d.C. i romani decisero di abbandonare la spagna lasciando tutto in mano alle popolazioni barbare circostanti tra cui i temibili Visigoti.

Altri popoli provenienti dalla zona francese e tedesca arrivarono a colonizzare il paese, così Vandali, Svevi e Alani oltrepassarono i Pirenei e si stabilirono nella vecchia Hispania romana.

Ormai, con l’assenza dell’esercito romano il paese andò in mano ai Visigoti che spostandosi sempre più a sud, dalla Francia, decisero di stanziare la loro nuova capitale a Toledo.

Durante gli anni bui del Medioevo furono sempre i Visigoti a mantenere il predominio nella regione tanto che regnarono fino al VII secolo d.C., periodo d’oro per il regno. Molto importante nella storia antica e medievale della Spagna fu anche la conquista da parte dei popoli arabi che diedero anche un enorme contributo allo sviluppo culturale iberico. Già nel 700, periodo in cui le continue lotte familiari per il possesso del regno si facevano sempre più ostiche, entrarono in gioco gli Arabi come appoggio nelle lotte interne. Purtroppo la lealtà negli anni bui del Medioevo non era cosa facile da assicurare tanto che il popolo mediorientale vedendo sconfitti i loro alleati decisero di continuare da soli la battaglia e di avanzare conquistando prima Toledo, poi León e Merida fino a Siviglia. Infine l’esercito di Tariq riuscì ad impossessarsi anche di Saragozza. Nel 773 a conquista ultimata, l’Omayyade ‘Abd al-Rahmā proclamò le terre sottomesse come Emirato di Cordova e successivamente come Califfato di Cordova.

In seguito alle conquiste islamiche, i popoli del territorio che rimanevano di indiscussa tradizione cristiana riuscirono ad organizzare un contrattacco che, passo dopo passo, smantellò l’esercito arabo. I pochi combattenti vincitori dello scontro di Covadonga misero in piedi un piccolo e rudimentale Stato chiamato Regno delle Asturie. Da qui, nell’alto medioevo cominciarono a crearsi altri piccoli nuclei cristiani in tutto la penisola: tra cui quelli di Castiglia, Portogallo, Aragona Navarra e Barcellona. Già nell’XI secolo, dopo infinite battaglie contro i popoli islamici si vedeva un barlume di speranza per la riconquista.

Tra gli scontri più importanti riportiamo qui quella di Las Navas de Tolosa del 1212 per i territori della Sierra Morena e quella ad opera di Ferdinando III di Castiglia nel 1240 per la riconquista dei territori del Guadalquivir. L’ultimo stato superstite della tradizione musulmana, il Sultanato di Granada, venne distrutto nel 1492, anno in cui nasceva l’era moderna.