AgricolturaIl punto di partenza dello sviluppo economico spagnolo si deve alla fine della dittatura franchista e all’apertura verso i mercati esteri. La Reconquista Economica, come la chiamano in Spagna è una delle più sorprendenti e veloci tra i paesi industrializzati del mondo. Il boom economico vero e proprio è relegato tra la fine degli anni novanta e il 2007 mentre sta subendo forti cali dall’inizio del 2008 fino ad oggi (colpevole anche la crisi economica mondiale), soprattutto per quanto riguarda il settore edile.
La Spagna oggi giorno è considerata l’ottava potenza economica mondiale grazie al suo PIL totale di 1500 miliardi di euro e più.

Il prodotto interno lordo in Spagna ha questa composizione:

Settore primario (7%): il settore agricolo ancora poco sviluppato sta cercando di uscir fuori dallo spettro di arretratezza di qualche anno fa. I grossi investimenti e la meccanizzazione hanno portato il settore ad una crescita costante. Non aiuta di certo la varietà del territorio spagnolo a volte non sempre idoneo alla coltivazione; la Meseta, altopiano al centro della penisola iberica, infatti varia da un clima arido e caldo ad uno freddo e secco.
Le coltivazioni più importanti sono costituite da cereali, ortaggi, tabacco, cotone. Molto interessante la coltura delle viti (da cui si ricava un ottimo vino che da alcuni anni sta riscuotendo particolare consenso: è il terzo in ordine di importanza a livello mondiale) e quelle dell’ulivo (in competizione con il prodotto italiano per il predominio sul mercato), ma anche degli aranci fatti crescere nelle zone del sud sulle tipiche colline della campagna iberica. Molto importanti per l’economia ortofrutticola, le colture nell’Almeria, produttrice di frutta e verdura esportate in tutto il mondo. Il settore primario però non investe solamente in piantagioni ma anche in allevamento di bestiame. In genere si allevano ovini (da cui si ricava la famosissima Lana Merinos ), bovini e suini. In Andalusia è di particolare rilevanza l’allevamento di tori da Corrida.
Anche quello della pesca è un settore particolarmente redditizio. Il mare che costeggia più del 70% dei territori spagnoli dà la possibilità ai pescatori di catturare acciughe,sardine, tonni…per un mercato molto produttivo, in tutto il periodo dell’anno.

Settore Secondario (29%): questo settore conta tutti i rami dell’industria. L’attività industriale in Spagna è un settore particolarmente rilevante; la siderurgia si colloca soprattutto nei Paesi Baschi, in Catalogna e nelle Asturie. Le grandi città invece sono specializzate soprattutto nei settori di Chimica e Petrolchimica (Madrid), oppure nell’industria alimentare e tessile (Barcellona) e ancora nelle raffinerie petrolifere (Valencia e Cartagena).

Settore Terziario (64%): il vero settore in espansione dell’economia spagnola è il settore terziario. Esso comprende in primis il turismo internazionale in crescita costante, vero orgoglio dell’economia di Zapatero. Molto importante è anche il settore dedicato alla telecomunicazioni e alla tecnologia informatica, oltre che attività bancarie, assicurative e commerciali. Lo sviluppo di questo settore e anche di tutta la base economica spagnola è dovuta all’edilizia ma soprattutto al mercato immobiliare. Come ben tutti sappiamo, dagli ultimi risvolti sulla crisi mondiale, il mercato immobiliare è il primo a rappresentare un forte rischio per tutti gli investitori.
La grande fortuna del settore terziario in Spagna si può notare anche dai marchi d’impresa famosi in tutto il mondo; citiamo per esempio il Banco Santander , la banca più grande d’Europa oppure Telefonica, la terza compagnia di telecomunicazioni al mondo. Come non citare infine l’ormai famosissima catena di abbigliamento Zara, che sta aprendo milioni di negozi in tutto il globo.