Contrariamente alla credenza popolare, in Spagna non si parla solo la lingua spagnola o castigliana. Esistono diversi dialetti/lingue che insieme a quest’ultima sono parlate avidamente da una fetta molto ampia di popolazione. Nonostante la lingua ufficiale (protetta dalla costituzione grazie a tali normative: 1. Il castigliano è la lingua ufficiale dello stato. Tutti gli spagnoli devono conoscerla e avere il diritto di utilizzarla. 2. Le altre lingue spagnole saranno ufficiali nelle rispettive Comunità Autonome in accordo con il loro statuto.3. La ricchezza delle diverse lingue della Spagna è un patrimonio Culturale che sarà oggetto di speciale rispetto e protezione.) sia comunque lo spagnolo, vengono dichiarate co-officiali anche il catalano, il basco, la galiziana e l’aranese. L’Asturiano e il Leonese sono lingue riconosciute ma non ufficiali nel loro statuto, mentre l’Aragonese non è nemmeno riconosciuta.
Facendo un piccolo excursus riassuntivo tra le varie lingue parlate in Spagna (oltre al Castigliano di cui parleremo più abbondantemente in seguito) troviamo:

Catalano: è parlato nella regione omonima e anche in quella valenciana. Essa è una lingua romanza che però viene parlata anche al di fuori del Regno di Spagna come in Francia, Andorra e Alghero (Sardegna).

Basco: la lingua è detta anche Euskara ed è una lingua pre-indoeuropea (è anche l’unica lingua a non essere romanza in tutto il territorio). Viene parlata nei Paesi Baschi spagnoli e nella Francia sud ovest (a confine con i Paesi Baschi).

Galiziana: il suo nome originale è Galego ed è originaria della regione romana Galego. Sostanzialmente è considerata una lingua romanza e nasce dalla confluenza della lingua latina nel dialetto arcaico galaico-portoghese. Viene parlata nell’omonima provincia da più di tre milioni di persone.

Aranese: è un dialetto della lingua occitana chiamato in castigliano aranés. È parlato solo nella Valle d’Aran ed è considerato un idioma in pericolo di estinzione e per tale motivo è insegnato obbligatoriamente nelle scuole pubbliche dal 1084.

Iniziamo ora a parlare più dettagliatamente della lingua Castigliana (del comune spagnolo), terza lingua in numero di parlanti nel mondo (per primo troviamo il cinese mandarino, secondo l’inglese, solo 3 lo spagnolo) per la sua semplicità di utilizzo e di pronuncia, soprattutto per noi italiani che ovviamente abbiamo in comune la stessa radice linguistica, il latino. Essendo una lingua neolatina (anche definita Lingua Romanza) l’alfabeto è ovviamente identico al nostro con l’eccezione di alcune lettere aggiuntive come la ch, la doppia l (ll),la j, k, la ñ e w, y e x. La pronuncia è molto simile a quella italiana anche se è in generale molto più dolce e melodica; elenchiamo alcune piccole regole di pronuncia base che possono aiutare nel primo approccio a questa lingua.

Ce, Ci = Si pronuncia S, come Serra e Sicuro.

Ch= non esiste un corrispettivo dell’italiano, la pronuncia è molto più simile a quella dell’inglese Catch

Ge, Gi= di solito viene aggiunta un h, quindi si pronuncerà come Ghirlanda o Ghepardo.

H= non va mai pronunciata.

J= viene pronunciato come Ch ma molto aspirato .

LL= è pronunciata come la gh italiana.

Ñ= equivale alla nostra GN.
Z= in spagna si pronuncia come una S sibilata.

Dal punto di vista sintattico la lingua castigliana è praticamente identica a quella italiana, l’ordine sintattico segue tale regola SVP, ovvero Soggetto+ Verbo+Predicato. Nelle frasi interrogative invece si usa porre il verbo prima del predicato (es. ¿Habla Ud. español?, cioè Parli spagnolo?). Nella frase negativa invece si usa porre la negazione all’inizio di ogni frase come ad esempio: No compro ninguna casa. Ovvero non sto comprando nessuna casa.

È di rilevante importanza imparare le parole definite false amiche, che hanno un significante molto simile a quello italiano pur avendo un significato molto diverso.

aceite = “olio”, aceto si dice Vinagre

amo = “signore”, amare si dice quiero, l’amo da pesca invece ganchos

burro = “asino”, burro si dice mantequilla

caldo = “brodo”, caldo ovviamente si dice caliente

carta = “lettera”, carta è papel

esposar = “ammanettare”, sposare è casarse

estanco = “tabaccheria”, stanco si dice cansado

jornal = “salario”, giornale si dice diario

largo = “lungo”, largo è apagado

prima = “premio”, prima ovviamente equivale a primero!

salir = “uscire”, salire è Subir

sembrar = “seminare”, sembrare è parece

seta = “fungo”, seta si dice in realtà Seda

topo = “talpa”, il nostro topo equivale al loro ratón

vaso = “bicchiere”, vaso in verità si dice jar

viso = “sottoveste”, viso è Facial